FUKUSHIMA-LA MADRE DI TUTTE LE TRAGEDIE?
Sul Corriere della Sera del 30 Marzo 2011 si legge "Fukushima sarà smantellata". Sarebbe auspicabile, pure che certe mentalità venissero smantellate; sono quelle che hanno messo su un altare intoccabile una deità dall’ aspetto camaleontico: il progresso scientifico.
Se osi criticarlo verrai tacciato di oscurantismo medievale e di far parte di una speciale categoria di persone "gli acerrimi nemici delle future generazioni". Una delle facce nobili dell'idolo è rappresentata dal fenomenale sviluppo che si è avuto nel campo delle telecomunicazioni (telefonini, internet, sistemi satellitari, etc.) o, pensate ad esempio, al traguardi della scienza medica. Cose davvero meravigliose e impensabili fino a pochi anni or sono. Siamo grati a tutte quelle donne e a tutti quegli uomini che hanno dedicato, con sacrificio, la loro vita alla ricerca, rendendo la nostra esistenza più confortevole, più sicura e per certi aspetti, più eccitante. Ma (ed è un ma molto grosso), qui, le nostre riflessioni riguardano cose molto esplosive, stiamo considerando cose atomiche, e stiamo scoprendo che l'uranio, il plutonio e il cesio non sono semplicemente degli innocui elementi dall'affascinante formula chimica che servono a farci avere l'energia più pulita (?!?!) e ad emanciparci dalla schiavitù del petrolio e dei petrolieri. Fukushima sta gridando a squarciagola che è bene per il genere umano porsi dei limiti e aprirsi alla saggezza, perché da che mondo è mondo, l'uomo ha sempre giocato col fuoco, ma dal 1945 il fuoco è sempre più nucleare e atomico. Una cosa è certa, che la storia si ripete Gli abitanti di questa piccola palla (la Terra) che galleggia nell'universo, ancora oggi attingono a piene mani mangiandone il frutto, dall'albero della conoscenza del bene e del male, tralasciando di nutrirsi dell'albero della VITA. E questa probabilmente, è la madre di tutte le tragedie.
CIBO SICURO?
Era proprio questo il titolo principale del National Geographic di qualche anno fa. All'interno della rivista gli autori degli articoli spiegavano con dovizia di particolari “come garantire la sicurezza di quel che ci arriva in tavola” o “come valutare rischi e benefici dell'ingegneria genetica”. E poi, dato che al mercato frutta e verdura sono globalizzate, abbiamo: funghi del Canada, peperoni olandesi, zucche californiane e asparagi africani. Inevitabilmente si moltiplicano le infezioni causate dal consumo di prodotti ortofrutticoli crudi, perciò gli esperti raccomandano di lavarli con gran cura, "senza farsi ingannare" dal bell'aspetto.
Ecco, secondo me, la parola chiave di tutta la faccenda, e che non riguarda semplicemente la sicurezza alimentare; "senza farsi ingannare". L'inganno è sempre in agguato, ad ogni angolo di strada. Prendete il mondo della pubblicità; è il regno delle comunicazioni ingannevoli. Prodotti di bellezza, cibi dietetici, elisir di lunga vita, acque benedette e quantissime altirissime cosissime?!? Praticamente ci vengono propinate cose vere mescolate con piccole bugie (o viceversa) con l'intento finale di farci acquistare il "prodotto magico" che risolverà i problemoni della nostra esistenza. E tutto questo alla faccia dei vari Garanti che ci sono in giro e che dovrebbero tutelarci e soprattutto alla nostra faccia. Per poter tamponare questa falla, probabilmente, dovremo (in questo nostro mondo così irreversibilmente commercializzato) tornare ai negozi di fiducia, ai rapporti umani, alla valorizzazione dell'onestà e della sincerità, al buon senso e alla saggezza dei nostri Nonni. Così facendo, oltre ad evitarci qualche mal di pancia di troppo (quando ci va bene), ci incamineremmo verso acquisizioni di buone abitudini e a fare esperienze salutari di "discernimento" del tipo, "non tutto ciò che luccica è oro".
La Bibbia, dalla Genesi all'Apocalisse, ci esorta a non lasciarci ingannare dalle apparenze. L'etichetta che declama pregi e virtù del prodotto imbottigliato o inscatolato è importante; il contenuto (la realtà) lo è di più. E ciò non è valido solamente per il cibo "sicuro" per il nostro corpo, ma lo è, a maggior ragione, per il cibo dell'anima e dello spirito, che influenzerà le nostre scelte, le nostre mete, il nostro modo di pensare, le motivazioni che ci spingono a fare le cose.
I nostri, sono tempi modernissimi e iper-tecnologici; siamo la generazione computerizzata; l'elettronica è re e regina della nostra vita quotidiana; gli ipod, Ipad e Iphone sono in mezzo a noi e presto saranno raggiunti da molti altri loro fratelli ancor più multimediali. Nascono e sono inventati per migliorarci la vita, e, certamente lo fanno in termini di velocità, di comunicazione, di lavoro e così via; ma non aggiungono niente alla Saggezza, quella Sapienza per cui Paolo pregava (Efesini 1:17), quello Spirito di Sapienza che illumina gli occhi del cuore e che ci fa conoscere....il cibo sicuro, veramente salutare per le nostre vite. L'antico proverbio è tuttora valido (altro che): "la saggezza vale più delle perle, tutti gli oggetti preziosi non la equivalgono, lo, la saggezza, sto con l'accorgimento e ho trovato la SCIENZA della RIFLESSIONE. Il mio frutto è migliore dell'oro fino, il mio prodotto vale più dell'argento selezionato. lo cammino per la via della giustizia, per i sentieri dell'equità, per far ereditare ricchezze a quelli che mi amano e per riempire i loro tesori (Proverbi 8).
Questa è veramente una buona notizia; nonostante tutto, si può ancora sopravvivere. Coraggio!
NAPOLI E LA SUA MONNEZZA
Spazzatura, rifiuti, immondizia; ma il termine più in uso in questi ultimi giorni (ultimi giorni che durano da un bel pezzo) è - monnezza-. E la monnezza è Napoli. E Napoli è una città bellissima, stracolma di bellezze storiche e architettoniche, circondata da panorami di incredibile fascino. Agli inizi degli anni 70 mi ci trovavo in vacanza ed erano i giorni del colera. Mi ricordo di un'atmosfera surreale squarciata dal suono sinistro delle sirene delle autoambulanze e dal consumo, in quantità industriali, di limoni. La fila silenziosa in un ambulatorio all'isola d'Ischia, per sottoporci alla vaccinazione anti colerica, è ancora indelebile nella mia memoria. Anche allora il problema era la monnezza. Il dramma di una popolazione è business per la camorra, che sa tramutare, maleficamente, la monnezza in denaro contante. Il quadro drammatico della situazione é fotografato (letteralmente) in immagini del telegiornale di qualche giorno fa, in cui venivano immortalati dei turisti giapponesi che, armati di fotocamere digitali, s'immortalavano a loro volta in mezzo a cumuli (montagne) di rifiuti. Che tristezza!
Eppure sembra che ci si è abituati a convivere con questo fenomeno e che risulti veramente difficile risolvere definitivamente "il problema smaltimento immondizia" dell'area partenopea.
Ma c'è monnezza e monnezza. Quella di cui sopra è apertamente maleodorante e nauseabonda; ma quella depositata, no nei cassonetti, ma all'interno del cuore dell'uomo, forse, è più insidiosa e letale.
Non puzza, non infastidisce, non ingombra e, cosa non trascurabile, non si vede. Per quanto si concretizzi in pensieri, convinzioni, mentalità, tradizioni e comportamenti, di solito non viene riconosciuta come tale. Perciò non ci passa nemmeno per l'anticamera del cervello di dover smaltire una simile monnezza, anzi, conviviamo benissimo e guai a chi ce la tocca.
La religiosità, l'egoismo, l'orgoglio, l'avarizia (spacciata per generosità), l'ambizione, l'invidia e il "fai ciò che ti pare e piace", non sono considerati vizi o difetti, ma pregi e virtù che bisogna coltivare, se vuoi riuscire nella vita.
Ora, se la luce che è in voi è tenebre, "quanto grandi saranno queste tenebre "" In una scena importante del vecchio film premio Oscar, "La dolce vita", di Fellini, vengono inquadrati dei giovani che stanno prendendo il sole e che sono attirati dal volo di un elicottero che sta trasportando, appeso ad un cavo, una statua di Gesù che va alla spazzatura. Duemila anni orsono, alla spazzatura era destinato il corpo del vero Gesù. Dopo averlo crocifisso lo avrebbero mandato all'inceneritore pubblico, ma il Padre volle fare altrimenti.
I secoli passano, ma il cuore dell'uomo rimane insanabilmente maligno. Solo un intervento radicale di Dio puô cambiarne la condizione. Da quel momento in poi, l'uomo avrà il coraggio di chiamare "le cose" (la condizione spirituale della propria esistenza) con il loro vero nome. Solo e solo allora la "monnezza interiore" verrà a galla e sarà riconosciuta per quello che è, in verità in verità.
L'apostolo Paolo, quando ancora si chiamava Saulo, aveva molte cose di cui vantarsi e che erano considerate di buona reputazione dai suoi connazionali e correligionari; cose che gli facevano guadagnare rispetto, stima e onore tra i suoi pari. Ma un giorno Dio si compiacque di rivelare in Saulo il Suo Figliolo (Cristo); lo illuminò e così divenne Paolo, un uomo la cui vita fu rivoltata come si fa con un calzino. Un uomo che subì una trasformazione profonda nella sua visione di cosa è "monnezza".
La sua testimonianza? "lo considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in Lui", (Filippesi 3:8)
Che finalmente Napoli possa essere liberata dalla monnezza, e noi... pure.
Aldo Gangi
DEFAULT MONDO
La leggera apprensione fa posto alla seria preoccupazione, e, quest'ultima, si tramuta prestissimo in incontenibile paura che dilaga, come un fiume in piena, in panico terrorizzante collettivo, anz planetario, che va a colpire ogni angolo della nostra società. E' il mondo che va a picco. La crisi finanziaria globale ha le sembianze di un terribile mostro a più teste che cerca furiosamente le sue prede da sbranare e più sbrana, più diventa insaziabile e la sua voracità sembra non aver fine . Ormai le prime pagine dei giornali e i titoli d'apertura dei notiziari televisivi sono stracolmi delle situazioni delle varie "borse" dei mercati finanziari del pianeta: le borse asiatiche, Tokyo e Hong Kong vanno su e vanno giù; quella di New York è altalenante; Francoforte, Parigi e Londra annaspano; Milano affonda.
Barack Obama parla alla Nazione americana nel tentativo di arginare i danni di una crisi spaventevole, ma parla pure a tutti noi, perché sappiamo che se l'America affonda ci trascinerà giù verso abissi inimmaginabili e con punti interrogativi di spropositate dimensioni. Tutti i governi e i governanti della Terra cercano soluzioni, prendono provvedimenti e attendono con ansia che la tempesta si plachi.
Quando? Come? Perché? Chi? Cosa? Gli specialisti scendono in campo; ognuno con la propria ricetta e con le proprie soluzioni. Stanate gli speculatori! Smascherate gli imbroglioni! Dategli addosso ai mistificatori dell'economia globalizzata! Quante voci e grida, quanto caos e confusione, quanta disperazione e delusione nei giovani e quanta rassegnazione tra i vecchi. La parola d'ordine? "Al peggio non c'è mai fine". E così sia! Direbbe qualcuno.
Non sono un economista e non capisco niente di operazioni finanziarie o borsistiche. Non ho soluzioni da proporre. Le mie sono soltanto delle riflessioni. Da diversi anni mi sono specializzato (al pari di altri milioni di miei connazionali) in "borsa della spesa" e mio malgrado ho dovuto (devo) fare i conti quotidiani con lo scontrino del supermercato vicino casa. Il carrello non si riesce più a riempirlo se non con fardelli di acqua in offerta; quando non si può, ci si rivolge alla cara e vecchia fontana di acqua corrente. Ogni giorno è una lotta, un combattimento, una guerra e la posta in gioco non è un pozzo petrolifero o una terra fertile o un tesoro nascosto nelle profondità marine. No, in palio c'è il pane quotidiano, il pane che deriva da un lavoro che dà dignità alla persona e che diventa sempre più difficile avere, almeno in pianta stabile.
Come andrà a finire? Siamo tutti qui, attori e spettatori, in attesa del domani. Nel frattempo il mondo sancisce il proprio default: risulta inadempiente e mancante (fallimentare) in molti punti e in molte cose. La crisi non è solo economica e non è soltanto morale; è essenzialmente spirituale. Il mondo (anche quello religioso) ha scelto di poter andare avanti !? indipendentemente dall'Iddio Creatore e Salvatore del mondo. Al tempo di Babilonia, Dio mandò una parola ai governanti di quel regno e la inviò tramite il suo profeta Daniele: "tu sei stato pesato con la bilancia e sei stato trovato mancante" (inadempiente, default) (Dan. 5:27). II Signore chiese a quel monarca di umiliare il suo cuore, cosa che questi non fece.
Circa duemila anni orsono nacque la chiesa di Gesù Cristo. Non so che situazione economico-finanziaria ci fosse allora, ma sicuramente una grossa fetta di quella società non navigava nell'oro.
L'ekklesia di allora era una comunità martire che rendeva una potente testimonianza alla resurrezione di Gesù Cristo. I primi credenti e discepoli annunciavano il Vangelo e molti cedettero a quell'annuncio che riuscì a cambiare le loro vite. A tal punto che tra di loro non c'era nessun bisognoso (Atti 4:34). La grazia del Signore aveva condotto quei nostri fratelli ad avere un solo cuore e un'anima sola. Il mondo attorno a loro era in pieno default, ma essi stavano imparando ad amare non a parole né con la lingua, ma con i FATTI e in VERITA' (1 Giov. 3:18).
Aldo Gangi
"LACRIME E SANGUE"
Finalmente il decreto "salva Italia" è stato controfirmato dal Presidente della Repubblica. Il baratro di un fallimento della Nazione sembra per ora scongiurato. Il neo Presidente del Consiglio, col suo programma messo in cantiere in questi ultimi giorni, manda segnali positivi ai mercati; lo spread scende e la credibilità internazionale dell'Italia sale. La manovra per poter sistemare i conti pubblici è dura; si esigono "lacrime e sangue" da parte di tutti; la posta in gioco è altissima, in ballo c'è il presente e soprattutto il futuro di noi stessi, dei nostri figli e dei nostri nipoti. Si riuscirà nell'impresa? Speriamo di si, anche se molti dubbi rimangono. Rimangono perché siamo ancora in attesa di veri, profondi e radicali tagli alla politica (ai politici).
Restiamo in (im)paziente attesa che i rappresentanti del popolo diventino un ESEMPIO da poter seguire sino in fondo e per amore della Patria. Ci chiedete lacrime e sangue? Bene, ma siate i primi a non evitarle. Che differenza col Regno di Dio! Re Gesù versò lacrime in abbondanza (Ebrei 5:7) e il Suo prezioso sangue fu sparso copiosamente (1 Pietro 1:19) per la salvezza del mondo. Oggi, Egli conosce lo stato in cui versa la Chiesa; la chiesa che dice fieramente: "Sono ricca, mi sono arricchita e non ho bisogno di niente" (Apoc. 3:17). Il nostro Re già da tempo ha emanato il decreto "salva chiesa" ed è un decreto che esige lacrime e sangue.
In primo luogo le Sue lacrime e il Suo sangue, in qualità di Salvatore, Redentore, Liberatore, Profeta, Apostolo e Sommo Sacerdote dell'Iddio Altissimo. Poi, anche le nostre lacrime e il nostro sangue, in qualità di Suoi testimoni, discepoli, adoratori, intercessori sacerdoti. Soltanto cosi "l'intrattenimento per il popolo", spacciato per movimento dello Spirito, verrà rimpiazzato da quello che deve poter essere il tratto distintivo della chiesa, cioè dire, la "SANTITA' al SIGNORE" (Esodo 28:36). Ecco delle parole e concetti che devono risorgere dai morti: "Timore del Signore", "Tremare alla Sua Parola"; "Adorazione in Spirito e Verità"; "Amore fraterno non finto", "Separazione dal mondo", "Trepidante attesa del Suo ritorno".
Se queste cose si trovano e abbondano in noi, rappresentano prova inconfutabile che siamo veramente risorti dai morti e che stiamo vivendo nella gloria in vista di una gloria ancora più grande. Perciò, versare lacrime e sangue non ci spaventa; Gesù lo ha fatto prima di noi; non dobbiamo far altro che seguirne, passo dopo passo, le orme. Che Dio ci salvi e salvi l'Italia!
Aldo Gangi
LA MISURA DEL SUCCESSO
Il festival di Sanremo riesce sempre a catalizzare l'attenzione di un'intera Nazione; quest'anno le canzoni sono state relegate in un angolino e il mattatore preannunciato è stato Celentano, il molleggiato più simpatico e antipatico d'Italia. Il suo intervento sanremese ha scatenato l'indignazione e l'ira di un sacco di gente. La Rai, e Rai uno in particolare, ha invocato la riunione del
"comitato di codice etico". Boom! Che botto. Cerchiamo di fare qualche considerazione. Sembra che tutti sapessero quanto Adriano fosse prevedibile nella sua imprevedibilità, ma Rai uno c'è rimasta male perché il Vaticano e company non si toccano.
Non entrando nel merito degli interventi e dei contro interventi, dei pro e dei contro, degli scandalizzati e degli indifferenti, dico soltanto che è una questione di successo e come questo si misura. Celentano è un personaggio di grande successo; il che vuol dire: Fama e soldi. La Rai persegue il successo in tutti i modi; il che significa: indici di ascolto, introiti dalla pubblicità, quantità a scapito della qualità. Belén Rodriguez è l'emblema di chi vuole il successo ad ogni costo: corpo in bella mostra, ammiccamenti e sorrisi pseudo innocenti. A proposito, per lei e per quello che rappresenta niente comitati di codice etico; nell'invocarlo saremmo tutti tacciati di bigottismo, di intolleranza, di sessuofobia, ecc, ecc.
Sorridiamo tutti, contenti e felici; questo è sua Maestà il Successo: Fama, soldi, indici di ascolto, ostentatezza, potere, superficialità. Che uno spirito del genere aleggi sul mondo e la faccia da padrone in quel gran mercato di compra - vendita che è il nostro Pianeta, non mi meraviglia. Ciò che mi stupisce e mi preoccupa alquanto è vedere come questo spirito (mentalità) sia riuscito a introdursi di soppiatto nella chiesa di Gesù Cristo. Come misuriamo, noi cristiani, il successo? Se abbiamo sentore che le nostre vite sono attirate da cose simili, anche se ben camuffate e travestite, armiamoci di coraggio e facciamo come Gesù nel Tempio, quando ne scacciò i mercanti. Per quel che mi riguarda, quest'anno ho deciso di "festeggiare" con infinita gratitudine al Signore, il quasi trentennale (era il 22 ottobre 1983) di una parola profetica che Dio ci rivolse (come comunità) tramite un suo uomo mandato dal Cielo. Quella parola, nel corso degli anni, si è rivelata autorevolmente e potentemente precisa; tra l'altro, così diceva: "Il successo dell'anima di un uomo è in questo: che ubbidisce al Signore". Che ne dite, sarà vero?
Aldo Gangi
"TERREMOTI E TERREMOTATI"
Se la terra trema a migliaia di chilometri di distanza da casa nostra, l'evento si riduce semplicemente a notizia che, assieme a tante altre, affolla l'etere e il mondo del web che collega i quattro angoli del nostro Pianeta. Ma quando a tremare sono le nostre regioni e città, i nostri spazi vitali e le "cose" (case) su cui fondiamo la nostra stessa esistenza, allora la musica cambia, perché veniamo toccati nel vivo dei nostri interessi e affetti. Lasciamo ai sismologi, geologi, ambientalisti e agli esperti di conservazione e tutela del territorio e dei beni culturali, tutte quelle considerazioni e soluzioni che gioveranno a mettere il Paese "in sicurezza" (politici permettendo).
Qui mi limito a sottolineare che terremoti e terremotati hanno una grande valenza pedagogica nei confronti del nostro vissuto quotidiano (con Dio). Ho dovuto mettere "Dio" fra parentesi perché lo abbiamo relegato ai margini del nostro percorso di vita. Forse non lo è (ai margini) religiosamente, dottrinalmente; ma lo è praticamente e concretamente. I terremoti della vita lasciano dietro di sé scie indelebili e solchi profondi nella nostra anima e le macerie che restano sono così pesanti che il solo tentativo di ricostruire e mettere assieme i cocci che sono rotti e strarotti, sembra un'impresa marziana.
In Emilia la terra ha tremato, trema e sta tremando; quando finirà? E in tutta Italia ci stiamo chiedendo, non se tremerà da qualche altra parte, ma quando, come e di che intensità sarà il prossimo terremoto.
Non c'è bisogno di essere fatalisti, basta guardare alla mappa sismica della nostra Nazione per farsi un'idea della realtà in cui viviamo. Gesù disse (dice): "Non fatevi tesori sulla terra. Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore" (Matteo 6:19-21). Il cuore, secondo la Bibbia, è quello che tu sei veramente e Dio è interessato a quello che tu sei veramente. Noi siamo interessati all'estetica, ma a Dio importa la sostanza.
Gesù disse (dice): "Se dunque la luce che è in te è tenebre, quanto grandi saranno le tenebre!" (Matteo 6:23). In momenti di grande prova e di forti tentazioni, tutto ciò che potrà essere scosso sarà scosso; l'importante è uscirne col cuore più illuminato e con occhi spirituali limpidi. Gesù disse (dice): "Non siate in ansia per la vostra vita, i pagani sono ansiosi, il Padre conosce i vostri bisogni. Cercate prima il Regno e la giustizia di Dio" (Matteo 6:25-34). I terremoti servono a mettere ordine alle nostre priorità, cioè, a quello che viene prima e a quello che viene dopo .... nella scala dei valori secondo il punto di vista di Dio. Probabilmente, quando succede un terremoto, il bene materiale più prezioso messo a rischio è la casa; il sudore e i sacrifici di una vita intera che si sbriciolano, trasformandosi in polvere e detriti.
Perciò gli esperti gridano a squarciagola: costruite con criteri antisismici, se volete che rimangano in piedi. Ascoltiamo ancora Gesù che dice (e lo disse molto tempo fa, in tempi non sospetti):"Dovete costruire la vostra casa sulla roccia". La pioggia cadrà, i torrenti strariperanno, i venti soffieranno (i terremoti accadranno) e investiranno quella casa; ma essa non cadrà, perché è fondata sulla roccia" (Matteo 7:24-27). Tutt'altra sorte attende la casa fondata sulla sabbia. E Gesù non stava parlando di pietre, mattoni, cemento, marmi e palazzi. Stava spiegando con chiarezza che c'è una notevole differenza tra quelli che dicono "Signore a destra e Signore a manca" e non mettono in pratica le Sue parole, e coloro che invece lo ascoltano, mettendo in pratica quelle stesse Sue parole.
I terremoti non li possiamo evitare, ma da terremotati sono le conseguenze che fanno la differenza. E non è cosa da poco.
Aldo Gangi
TITANIC: UNA LECTIO MAGISTRALIS
Nella notte del 14 aprile 1912 affondava il Titanic. Per celebrarne il ricordo e la memoria un po’ tutti si stanno dando da fare, con film, fiction, libri e quant'altro. La storia e le vicende del celeberrimo transatlantico sono note a tutti e non c'è proprio bisogno che io aggiunga altro, perciò, ben volentieri, me ne asterrò dal farlo. Ad ogni modo "l'accadimento" presta il fianco ad alcune considerazioni di ordine spirituale. Si, avete inteso bene, ho usato il termine "spirituale". Nel nostro mondo, qualsiasi cosa succeda, si è lesti invocare l'ordine morale o etico e sovente ci appelliamo al pragmatismo: "bisogna affrontare la realtà concretamente, con fatti tangibili e visibili". Facciamo fatica a comprendere che la soluzione di "fondo" per i problemi che affliggono il nostro Pianeta è (in verità) di ordine spirituale.
Ma tutto questo (come direbbe un nostro famoso uomo politico ed ex magistrato) che c'azzecca col Titanic? C'azzecca e come! E' una lectio magistralis che tutti noi faremmo bene ad apprendere. Si dice che il mondo, al pari del Titanic, stia affondando; ma non è così. Quella nave non sta affondando; è affondata già da un bel pezzo e il mondo, similmente, lo è pure. In quella drammatica occasione più di 1500 persone persero la vita nelle acque gelide di un oceano che tragicamente si trasformò in tomba per tutti loro. Una sorta di vangelo gli era stato predicato: "viaggiate tranquilli e sicuri, divertitevi spensierati, arriverete sani e salvi all'altra sponda dell'Atlantico; tanto qualsiasi cosa succeda, questa nave è inaffondabile". Non fu così.
Ancora Oggi ci viene propinata l'idea (sottoforma di certezze inconfutabili) che Il Mondo (Terra, globo sfera, Pianeta, Palla) non affonderà mai; né quello reale-fisico né quello fatto di idee, filosofie, teologie, politiche e via dicendo. Certo, i momenti che stiamo attraversando sono difficili, ma passeranno, ce le faremo e ci lasceremo tutto dietro le spalle. Come se ogni cosa dipendesse dalla crisi finanziaria-economica che ci ha investiti e che una volta finita tornerà il sereno. La CRISI, prima di essere economica e finanziaria, politica e sociale, morale ed etica, è SPIRITUALE (Dio è Spirito).
Con arroganza e presunzione, con orgoglio e risolutezza, con ignoranza (spacciata per conoscenza) e leggerezza il mondo ha detto No! a Dio. Non abbiamo bisogno di te; abbiamo i nostri progetti, i nostri traguardi, i nostri fini e i nostri mezzi; per favore, lasciaci in pace. Abbiamo le nostre religioni, le nostre fedi mono e politeistiche, queste ci bastano. Ma di un Dio vivente che vuole rapportarsi con noi e che pretenda di guidarci nel cammino di questa (e dell'altra ) vita; questo, No! non lo possiamo tollerare.
SBAM! (è il rumore della porta sbattuta in faccia a Dio). Che tristezza; è sempre la solita storia di piccoli uomini che si credono grandi e il cui cuore è indurito dalla loro nefasta indipendenza da Dio.
Il profeta Geremia ci comunica con estrema chiarezza come la pensa Dio a riguardo; il quale, davanti a del cieli che restano stupiti, inorriditi e attoniti per il comportamento del popolo, dichiara:"ha commesso due mali: ha abbandonato me, la sorgente d'acqua viva, e si è scavato delle cisterne, delle cisterne screpolate che non tengono l'acqua" (Geremia 2:12-13). Allora il riferimento era al popolo d'Israele; speriamo che oggi non ci si riferisca, oltre che al mondo, alla Chiesa (evangelica). Quando il Titanic stava per affondare in quei neri e gelidissimi abissi, dei disperati tentativi di richiesta di aiuto furono lanciati tramite il telegrafo di bordo,
So di cosa si tratta perché in Marina Militare ero radio telegrafista. Il linguaggio "Morse" che si usa(va) in telegrafia é davvero affascinante; puntini e trattini che si tramutano in parole, suoni che diventano frasi dal senso compiuto. La prima "cosa" che devi imparare, in qualità di operatore marconista, a maggior ragione se sei imbarcato su una nave, è come inviare la richiesta di aiuto: il famoso S.O.S. Il suono che ne viene fuori è inconfondibile; sono tre punti tre linee tre punti … - - - … quando viene lanciato,il significato è eloquente: qualcosa di molto grave sta succedendo alla nave e nella nave.
S.O.S. sta per "Subito Occorre Soccorso"; in inglese è ancor più evocativo: "Save Our Souls", cioè dire, Salvate le nostre Anime. Sappiamo come finì per il Titanic; come finirà per il nostro mondo? Affondati e derelitti, disperati e dispersi, impauriti e sentenziati, siamo ancora in tempo di gridare, ognuno dai nostri abissi, "salva le nostre anime" oh Signore, cambia la nostra vita, dai un autentico senso alla nostra esistenza. Egli lo farà, ti raggiungerà li dove nessun altro potrà farlo. Gesù è morto in croce proprio per questo, per poter fare di naufraghi, figli di Dio, persone che non solo non hanno smarrito la rotta, ma che sanno da dove vengono, chi sono, e dove stanno andando.
Aldo Gangi
RIVOLUZIONE? .... RIVELAZIONE!
Tutti noi vorremmo vivere tempi di tranquillità e pace, tempi di godimento della vita e di benessere, sia nella sfera personale sia in quella sociale. Ma non è così. Nostro malgrado ci troviamo nel bel mezzo di una tumultuosa tempesta, i venti soffiano contrari, impetuosi e impietosi contro tutte le nostre buone intenzioni di miglioramento dello "Status" in cui versa il mondo a noi vicino e quello a noi lontano. Il recente "Habemus Papam" (Francesco) sembra aver regalato speranza a molta gente e non soltanto della nostra Nazione, a proposito della quale , la situazione politico-sociale-morale ha raggiunto livelli di bassezza indicibili.
Se ci affidassimo a sondaggi e statistiche sui vari aspetti della condizione in cui ci siamo venuti a trovare, sui perché e i per come tutto ciò è accaduto, allora la nostra disperazione crescerebbe a dismisura ed esponenzialmente all'infinito. La Bibbia ci viene incontro per poter capire qualcosa in mezzo a questo caos di pensieri, di condizioni e situazioni che sembrano esserci sfuggiti di mano, catapultandoci in un profondo senso di angoscia davvero deprimente.
L'apostolo Paolo, con semplicità disarmante, ci dice "che negli ultimi giorni verranno dei tempi difficili (pericolosi)" (2 Timoteo 3:1). Quali sono questi ultimi giorni a cui Paolo si riferisce?
Secondo il punto di vista biblico quei giorni ebbero inizio già allora (Apoc. 1:3) e mi portano a una prima riflessione: "dopo duemila anni, i nostri tempi sono ancora più ultimi" e sono ancora più pericolosi perché non facciamo tesoro e non prestiamo alcuna attenzione a quegli antichi avvertimenti.
Avvertimenti che non provengono da un famoso economista laureatosi in qualche celeberrima e prestigiosa Università americana e degno di un Nobel in economia. L'uomo che ci avverte solennemente dei tempi pericolosi nei quali viviamo era uno zelante bigotto fariseo intento a distruggere il Cristianesimo, ma a cui Dio diede la grazia di RAVVEDERSI e, perciò, cambiare radicalmente vita. Ravvedimento è una parola chiave e sta al cuore della fede in Cristo. Vuol dire cambiamento di direzione ed è la porta che ci introduce nella vera e autentica FEDE.
E semplicistico dire che abbiamo bisogno di ravvederci e cambiare? Qual è il messaggio Paolino sugli ultimi giorni e i tempi pericolosi che verranno? Il problema (le radici di molti problemi) non è finanziario - economico, la RADICE (la fonte) si annida nel cuore dell'uomo. Ascoltiamo ancora l'apostolo: "perché gli uomini saranno amanti di sé, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, non santi, senza affezione naturale, mancatori di fede, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, temerari, gonfi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi forme della pietà, ma avendone rinnegata la potenza" (2 Timoteo 3:2-4). Quest'ultima parte: "aventi forme della pietà, ma avendone rinnegata la potenza", mette a nudo la questione ed è di notevole importanza per scoprire altarini e fare uscire dagli armadi molti scheletri che ci siamo tenuti ben nascosti. Il cardinale Bergoglio ha scelto (da Papa) di chiamarsi Francesco, in onore del poverello di Assisi. Non avere soltanto la forma della pietà e non rinnegare la potenza di una tale azione vorrebbe dire mettere sotto e sopra l'esistenza stessa del Vaticano e del suo sistema; ci sarà un tale ravvedimento nel Papa e, questi avrà il coraggio di rivolgere una chiamata al PENTIMENTO ad un'intera gerarchia ecclesiastica che fino ad ora è stata l'evidente contraddizione del Gesù di Betlemme, del Gesù di Nazareth, del Gesù del Calvario e dello stesso Francesco d'Assisi?
Si tratterebbe di un'autentica RIVOLUZIONE. Nel frattempo restiamo in attesa della RIVELAZIONE di Gesù Cristo, la Beata Apparizione che sancirà davvero l'adempimento degli ultimi tempi, tempi che, a dispetto di tutto e di tutti, sono saldamente nelle mani di Dio Creatore, e noi pure, siamo ben ancorati a lui, e fiduciosi continuiamo a vivere in questi tempi pericolosissimi, sapendo che sarebbe molto più pericoloso vivere lontano dalla vera grazia di Dio.
Aldo Gangi